"trama scontata, personaggi poco credibili, pochissime scene di sesso"
| Door-in-a-Jar. |
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lunedì, dicembre 29, 2003 DE REDITU SUO. parte seconda. volevate davvero sapere come andava a finire? suvvìa, siamo onesti. per questo sarò rapida e indolore. ah, e vi ho mentito: nella seconda parte non c'è nessuna scena di bukakke*. a differenza della prima. non l'avete vista? forse sarebbe ora di smetterla di masturbarvi sul catalogo di postalmarket. o di attaccarvi a internet come dei fessi. dove eravamo rimasti? ah sì, è arrivato il deus ex machina. e io dormicchio sulle poltroncine granitiche di glasgow international. aspetto che alle tre arrivi l'Amico Tassista, per asportarmi a guisa di pizza fino a glasgow prestwick, ovvero, l'Aeroporto Quello Giusto. L'Amico Tassista arriva, mi sveglia, e scendiamo insieme fino al taxi. Probabilmente dovrei fare conversazione e spiegare tutta la faccenda, ma le mie energie bastano appena per assicurarmi dello stato della bavetta da pisolino ed eventualmente della presenza dei bagagli. poi crollo miseramente sul sedile posteriore. del viaggio ricordo solo l'impressione di una notte particolarmente gelida, silenziosa e buia, e che l'amico Tassista a un certo punto è sceso "a farsi un bicchierino". DIGRESSIONE METAFISICO-CULTURALE: qualche pippa tardoadolescenziale© sull'argomento. Qualcuno ha letto il numero di dylan dog "zed"? leggetevelo. non sono una grande fan, anzi, a parte groucho e alcune eccezioni, generalmente lo trovo un fumetto puzzone, con tutte le sbrodolate sulla morrrrrrrrrte, etc etc. però da piccola mi piaceva terrorizzarmi coi dylan dog di mio cuggino. E la sensazione era esattamente questa: se esci dal sentiero sei morto. Sapevo perfettamente (eeh?) che in un modo o nell'altro ce l'avrei fatta, ok. Ma allo stesso tempo mi rendevo conto di quanto poco bastava per sparire senza che nessuno se ne accorgesse. Ci pensavo mentre guardavo fuori dal finestrino dell'autobus edinburgo-glasgow. autostrada deserta, ghiacciata, nebbia ovunque, si vede solo il cono di luce degli abbaglianti. bastava rotolore giù dall'autobus. uno di quelli bassi, col piano quasi rasoterra. quasi potevi vedere i sassolini dell'asfalto. fuori c'era il nulla e ci potevi scivolare dentro, con niente. bastava calcolare male le distanze fra un passaggio e l'altro e cadere in mezzo. chi se ne sarebbe accorto. è la stessa sensazione che si prova per una frazione di secondo, sospesi a metà fra la banchina e la porta del metrò. per una frazione di secondo può succedere di tutto. non cadi, è ovvio, ma potresti farlo. potresti addirittura scegliere di farlo. così quella notte era più facile cadere tra le maglie. si sentiva. nessuno se ne sarebbe accorto. ma torniamo alle cose serie. ---1 hour later--- yuppi! si arriva all'Aeroporto Quello Giusto! l'Amico Tassista mi sveglia, nuovo check up alla bavetta, poi mi lascia all'ingresso, dopo aver rapito tutti i miei poveri piccoli pound superstiti. da questo momento in poi, ho ufficialmente 2 penny. ma che problema c'è! tanto fra poco sono a casa. meno di dodici ore! il peggio è passato.soldi. a cosa mi servono dei "soldi"?! ma che domande fate?! voi siete pazzi. Insomma, entro a glasgow preastwick. come tutti gli aeroporti usati dalla ryanair fa schifo, ma io sono fortunata, mi hanno detto che quello di lubecca è una tenda, mentre qui il soffitto sembra fatto di vera lamiera, mica cazzi. trattasi di una specie di gigantesco hangar gelido col soffitto altissimo illuminato dalla luce arancione. ma di questo mi accorgerò solo in seguito. per ora, l'obiettivo è fiondarsi in zona saccopellisti, conquistarsi lo spazio vitale e dormicchiare almeno un paio d'ore. QUALCHE PRECISAZIONE. giusto nell' improbabile ipotesi che a qualche ominide decerebrato venga in mente di farfugliare cose tipo : "woooah, notte in aeroporto: che ggiovane!" . STRONZATE. non ci si diverte un cazzo a dormire in un cazzo di posto che assomiglia ai sotterranei dell'overlook hotel, solo più squallido e assai peggio riscaldato, da soli, con l'influenza, un'ora di sonno e altre dodici di viaggio, stando attenta che non ti freghino i bagagli mentre vai in bagno e senza nemmeno potersi prendere un caffè - o equivalente in gettoni d'oro. (tanto non ci credo che vi siete divertiti in interrail. stronzi.) (poi, non so perchè, quando ho i capelli sporchi divento cattiva. ma questa è un'altra storia) Ok. quindi pisolino. una chicca: il mostruoso pagliaccio-giostra** a gettone che ogni 3 minuti si anima e nel silenzio siderale dell'aeroporto gracchia frasi sconnesse tipo "woah, baby, let's go!". (eeeeeh?! ma che cazzo di infanzia abbandonata c'è in scozia? poi ci credo che crescono e vanno ad abitare a glasgow.**) è inutile. non riesco a finire in tempi decenti. ma ritornerò, oh, se ritornerò!* bukakke: l'equivalente sessuale del prendersi a torte in faccia! siamo seri. ** glasgow. sentite il suono. ripetetelo, assaporatelo piano: glasgow. sembra l'onomatopea del disgusto. non sentite il saporino vagamente nauseante? "hey, guarda! c'è carletto che gli stanno strappando le budella a morsi.". "aaaah, glasgow!" (oppure, con lo stesso tono con cui i Biechi Blu dicono: "a bèirut". "A glasgow!" e poi parte Eleonor Rigby) ***i pagliacci. una delle invenzioni più aberranti mai create dall'umanità. (eh, ma non ti va mai bene nulla! " che cazzo dici? non è vero.") postato da martinka |
19:39 | commenti (21)
venerdì, dicembre 19, 2003 So che avevo promesso di continuare il b-movie del mio ritorno. Ma l'amara realtà è che l'essay di latino langue, e la sottoscritta al momento giace sotto una pesante coltre di merda. Pertanto, mi limiterò ad alcune liete novelle. SPIGOLATURE! La prima esaltante nius è che sono andata a ritirare il mio diploma. Oggi all'una ho zampettato fino alla segreteria. Ho trovato l'aula deserta e in penombra dove ho passato cinque sere alla settimana per due anni.. Così lontano e familiare. Poi mi hanno consegnato la Busta. E, a quanto pare, ora sono un' Attrice Professionista, notare prego le maiuscole. Cazzo! Questa cosa mi inquieta.* (che poi è strano. come per tutti i riti di passaggio, ti aspetti che un secondo dopo succeda qualcosa di eclatante. qualcosa di magico. e invece non succede niente. dopo che sotto ipnosi mi hanno indotto a battezzarmi alla veneranda età di sette anni, mi aspettavo come minimo di avere i superpoteri. e invece niente! è una fregatura!!aaargh! BAPTISM SUCKS!!) ..insomma, il fatto che il mio diploma abbia un valore di scambio pari a quello della carta da culo non ha reso l'evento meno sconvolgente. Ma almeno posso fare scena da merdonalds quando mi eleggeranno dipendente del mese. (merdonalds: da sempre, il fulgido orizzonte dei laureati dams). La seconda eclatante notizia è che mi hanno diagnosticato una vagina psicosomatica.
Già quando ti diagnosticano una vagina non è facile, ma quando è psicosomatica diventa davvero buffo. A quanto pare è il luogo dove elaboro i miei conflitti. Per aiutarmi a superare i miei conflitti, mi hanno dato un bidone da mezzo chilo di paraffina. Io, che difficilmente colgo questi raffinati sofismi psicanalitici, ho chiesto che cosa ne dovessi fare, di grazia. La risposta è stata pressappoco di usarlo al posto del normale sapone da passera. Così adesso la mia vagina è felice. Questa volta, 0-1 per Freud. (E' da esibizionisti parlare della propria vagina? Non saprei. E' solo che mi rende così affascinante.) (..Dio benedica la paraffina) *Ci sarebbero MILIONI di cose da dire su come la penso sugli attori e sul sentimento generale che ho per il teatro. Per non parlare di tutti quelli che si autodefiniscono artisti e dicono parole come foyer. Ma questa, Atrieu, è un'altra storia. E vuol dire anche che per questa volta vi è andata di culo, dudes. postato da martinka |
17:22 | commenti (22)
mercoledì, dicembre 17, 2003 DE REDITU SUO. in n 10 semplici passi. ..Tornare a casa non è mai stato così facile e divertente.
Davvero non capisco. Forse sono come cesare previti. forse sto scontando anch'io una dimenticata condanna. fatto sta che il viaggio di ritorno è stato un inenarrabile puttanaio. No, io davvero non capisco. *Amico lettore: attenzione! questo racconto può causare sonnolenza. PROLOGO sì. la prendo alla larga perchè sono sadica. ANTEFATTO eheheh! ..scommetto che avete avuto paura. STEP 1. CONSIDERAZIONI PRELIMINARI. ok. partiamo. il primo passo (mi dicono) è la prenotazione del volo. causa endemica penuria di euro, naturalmente si vola ryanair. per motivi nebulosi, sentimentali e assolutamente arbitrari, la sottoscritta si fissa col fatto di cambiare a parigi. il che pare la soluzione di tutti i problemi (non ci sono voli diretti edinburgh-milano). FASE A, 7am : glasgow-parigi beauvais. FASE B, 14.05: parigi beauvais- milan bergamo. sentite il suono. sentite la simmetria. non è delizioso? semplice, lineare, ineccepibile. ma allora ero ancora giovane e innocente, e la vita doveva ancora insegnarmi molte cose. STEP 2. the shocking truth. Ci sono alcune cose da premettere, e alcune sconcertanti verità da rivelare. la prima, è che la sottoscritta è un'indicibile cazzona. Totalmente incapace di organizzare alcunchè e perennemente distratta. Quando non estraggo termiti dagli alberi cavi mi diletto con la psicanalisi. E i miei tentativi di autopsicanalisi 3X2 ho diagnosticato una ricerca delle situazioni ansiogene. dio solo sa quanto sono brava. chi mi conosce ahimè lo sa. ma tant'è. Insomma, sono proprio un' irresistibile combinaguai!, o una testa di cazzo, come dicono alcuni. tutto questo per dire che mi sembrava ovvio e anche abbastanza ragionevole che ci fosse un collegamento fra edinburgh e glasgow prima delle sette del mattino (orario del volo): naturalmente mi sbagliavo. fra edinburgh e glasgow, dalle dieci di sera alle sei del mattino, non c'è treno, autobus, navetta o cammello che li colleghi. proprio gagliardo, non c'è che dire. STEP 3 Ma fin qui sono bazzeccole. Si dorme in aeroporto, che problema c'è? autobus da edinburgo alle dieci di sera del giorno prima, si arriva a mezzanotte, si dormicchia fino alle 6 e poi check in. tanto è il ritorno. poi arrivo a casa. mille casini con la casa e con l'università, col morale a terra e anche un po' di influenza. ma chissenefrega, poi sono a casa. l'ultimo sforzo. poi casa. manca poco, e poi sono salva. aah. Quindi prendo l'autobus. arrivo a glasgow, cambio per l'aeroporto. perchè è ovvio che quando dicono aeroporto di glasgow, si riferiscono all'aeroporto di glasgow, no? il vero. l'unico. il SOLO. STEP 3bis scendo dall'autobus e approdo nel niente. notte ghiacciata come poche, hanno sparso il sale sui marciapiedi e la mia valigia scricchiola mentre la trascino verso l'entrata, in giro non c'è nessuno e nella nebbia si vedono solo le lucine di natale, nient'altro. tanto io fra poco sono a casa. vero? sì, tra poche ore sono a casa. oh sì. l'aeroporto è ovviamente deserto. ma io ce l'ho fatta, e ho voglia di fare la spiritosa. tecnicamente la chiamano hubris. solo adesso me ne rendo conto. e allora inseguo l'unico essere umano che trovo a vagabondare tra i banchi del check in. chiedo se è da qui che parte il mio volo. ahah, che simpatica che sono: certo che parte da qui, mi dico. è solo che ho voglia di fare la spiritosa. STEP 4 è raro che reagisca a qualcosa scoppiando in lacrime. non subito, almeno. per questo quando mi hanno detto che il foglio della prenotazione si riferiva a glasgow prestwick e non a glasgow international (dove mi trovavo) sono scoppiata a ridere come una scema. che buffo, eh? sbagliare aeroporto a mezzanotte. proprio una cosa buffa. proprio una distrattona, non c'è che dire.ah ah ah. peccato che glasgow preatwick è a venti miglia da glasgow international. peccato che l'ultimo treno è partito quattro minuti fa. peccato che l'ultimo autobus partiva alle nove, e io sono nella merda profonda. ma siccome sono stupida, continuo a non capirlo, e sorrido calma come una povera stronza. una soluzione ci sarà. siamo in un paese civile. che diamine. STEP 5 Sono ancora lì al check in della scottish air. mi stanno spiegando la situazione e fanno un sacco di telefonate alle compagnie degli autobus, e nessuno risponde. mi spiegano che l'unico modo per arrivarci per le sette è col taxi, che costa 50 sterline. A questo punto mi aspetto come minimo che il pubblico in sala salti in piedi gesticolando e urli indignato: - cooooooosa?? 50 sterline?!?!?? mi ci compro una villa a trastevere, io, con cinquanta sterline!! una pelliccia di visone, porcatroia!! e anche un volo glasgow- milano per il dodici dicembre tasse incluse, aò! ma stamo a scherzà? Ma naturalmente è un'emergenza, e non è il caso di discutere. o forse sì, visto che io NON HO 50 sterline. e NON HO una carta di credito. e il bancomat me l'hanno bloccato. ho venticinque sterline e stop. la metà. e non basta. e non ci arriverò mai, all'aeroporto. realizzato ciò, il mio sistema nervoso decide che QUESTO è il momento giusto per dare forfait e iniziare a disperarsi come si deve. STEP 6: deus ex machina l'imprevedibile accadde. arriva una sorvegliante dell'aeroporto amica dei due dello stand. chiacchiera. salta fuori il mio problema. si scopre che ha l'amico tassista, che siccome è un'amico mi può portare a glasgow per venticinque pounds. ma siccome è a portare a casa i debosciati di glasgow che vomitano fuori dai pub, devo aspettare fino alle tre. dio abbia in gloria questa gente. STEP 7 è quasi l'una di notte e io girello per l'areoporto deserto. mi accampo dove ci sono le poltrone. ma è una storia lunga e devo finire l'essay di latino. pertanto continuo domani.
postato da martinka |
17:39 | commenti (8)
lunedì, dicembre 08, 2003 FELICITA' A MOMENTI Ieri sera, sprazzo di vita sociale a sorpresa!
Ero li' sulla poltrona blu di Bertrand Russel a leggere roba sul cabinetto del doctor caligari per l'essay di cinema e a intristirmi, quando la flatmate danese decide di invitare gente a cena. poche ore dopo finisco con lei e i suoi amici a finire la serata a una festa in un posto pieno di architetti ubriachi che ballano. Era un po' che non mi capitava di andare a una festa, giacche' sono notoriamente vecchia dentro. Nonostante tutto, ho capito che le feste sono proprio come me le ricordavo dai tempi d'oro del Klondike: gente che limona duro, gente che si struscia random, vasto assortimento di scozzesi brutti, un numero imprecisable di pollastrelle edinburghesi con le cosce bianche grasse e ubriache marce, e io che faccio il mio rachitico debutto in pista a base di spumeggianti mosse fuori moda gia' negli anni '50. de-ja-vu-uu!! vivaddio, ci si ubbriaca quanto basta per dimenticare che odio ballare. quindi si ritorna con la coinquilins danese simpatica a piedi verso casa, tutte e due d'accordo che: si', il mondo a volte e' un posto misterioso (refrain). SESSUALITA' A MOMENTI
Vi siete sempre chiesti com'e' fatto l'uomo ideale di colei che crive su questo blog? Scommetto di no. Nella mia vita diurna, che invece e' sordida e triste un po' come gli alberghi, ho realizzato che mio sex symbol del mese e' conrad veidt. Pensavo anche che bisogna essere veramente dei merdosissimi snob del cazzo per farsi piacere gli attori dei film muti dell'espressionismo tedesco; anche se il culmine del piu' disgustoso snobismo probabilmente lo si raggiunge andando dietro ai doppiatori. detto questo, torno sulla poltrona di bertrand russel a studiarmi latino, che se diovuole stasera si esce con l'amico spagnuolo ad ubbriacarsi e venerdi' se tutto va bene torno nell'italica landa. postato da martinka |
20:50 | commenti (17)
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