"trama scontata, personaggi poco credibili, pochissime scene di sesso"


Door-in-a-Jar.

giovedì, novembre 27, 2003

AVVISO:

Hai voglia di fare una buona azione, ma ti hanno gia' schiacciato tutte le vecchiette che volevano attraversare la strada?

Vorresti bullarti anche tu coi tuoi amici e dire che le donne non capiscono un cazzo di motori e computer, ma ti servono le prove?

Il periodo refrattario e' lungo, e fra un sito porno e l'altro prorpio non sai cosa fare?

Non perdere questa occasione:SPIEGAMI come si fa a pubblicare le immagini su internet!

postato da martinka | 13:20 | commenti (10)

Sara' capitato a tutti di ritrovarsi incastrato in testa qualche orrido motivetto estivo stile papi chulo.

Non sara' moralmente edificante, ma almeno e' normale.

Capisci che c'e' qualcosa che non va quando a rintronarti mentalmente per tutto il giorno e' eskimo dei residents.

le possibilita' sono due. O sei Inuit, e allora cazzi tuoi. Oppure vuol dire che stai facendo l'erasmus a Edinburgo.

E quindi vuol dire che te la sei pure cercata, coglione.

Ho parlato col mio director of studies della lettera minatoria.

Pare che qua all'universita' di edinburgo sia normale mandare lettere minatorie appena uno si assenta dalle lezioni. Questa che mi e' arrivata era la prima, ed era su carta intestata e firmata dall'organizzatore del corso.diceva di essere seriamente preoccupato, di volermi vedere immediatamente e bla bla bla. devo ammettere che mi e' venuto un accidente. pero' vuol dire che non siamo ancora arrivati a quelle anonime con le lettere ritagliate. mi dicono che e' buon segno.

(:::pheeew. anche questa volta, l'orecchio e' salvo)

Il director of studies e' stato molto comprensivo, mi ha redarguito, mi ha un po' cazziato e dice che mi capisce tanto per la storia della casa (eh si', sto di nuovo cercando casa).
Il director e' un uomo adorabile. questo vecchietto arzillo coi supermaglioni colorati e gli occhialoni di tartaruga che dice sempre "take a seat!".

Mica come Faccia di Gomma.

Faccia di Gomma , alias Mr Strachan, e' l'organizzatore del corso di latino.

Faccia di Gomma ha la pelle rosa, gommosa e idrorepellente dei culetti dei bambini delle pubblicita' dei pampers, e una capacita' inquietante: essere proteiforme.

Alto, capelli bianchi, occhi grandi di un particolarissimo azzurro elettrico, Faccia di Gomma ha infatti la misteriosa capacita' di cambiare istantaneamente e all'improvviso i propri connotati, all'istante, a seconda dell'umore, solitamente in maniera mostruosa, deformato da un programma di morphing orribilmente impazzito.

Non basterebbe questo a renderlo inquietante, se non fosse anche proteiforme random.

L'ultima volta che ci ho parlato, devo aver detto qualcosa che lo ha fatto arrabbiare. Difficile capire che cosa abbia scatenato la sua reazione, e forse non e' neanche importante saperlo.

Da un momento all'altro, senza nessuna apparente ragione, e' successo di nuovo.

I lineamenti di Faccia di Gomma hanno iniziato a deformarsi in tutte le direzioni, gli occhi azzurro elettrico mostruosamente enormi e minacciosi. Come il video di black hole sun, ma dal vivo.

Da allora, niente e' stato piu' lo stesso.

Ho finito di scrivere la tesina di antropologia!

scritta di merda, metodologicamente piena di imprecisioni, connessioni logiche da scimmia scespiriana, allegre scampagnate nello spensierato Far West del plagio.

Pero' mi sono anche detta che e' giunta l'ora che si attacchino gloriosamente al cazzo.

i fratelli karamazov e' un libro fichissimo.
mi piace soprattutto quando dice che il babbo era sentimentale. cattivo e sentimentale.


a proposito, ho anche deciso che mettero'un cartello sulla porta del bagno a tutti i pisciatori free-styler ubriachi che mi rovinano quotidianamente il mio momento di comunione con la ciambella anale.


non sono adorabile?

sicuramente, mi diverto con poco.







postato da martinka | 00:55 | commenti (6)

martedì, novembre 18, 2003

Siccome non si puo' essere sempre al proprio meglio, e in questi giorni ci ho da scrivere l'essay di antropologia sui selvaggi, ecco qualche succosa foto di donna nuda per distrarre l'attenzione.

postato da martinka | 17:36 | commenti (4)

lunedì, novembre 10, 2003

PERCHE' NON SEI DIVERSO. SEI SOLO SBAGLIATO.

camminavo per strada e mi dicevo:

certo che gli scozzesi sono davvero brutti.

certo, generalizzare in questo modo non e' corretto, e' opportuno fare delle distinzioni.
Mi correggo.
Gli scozzesi sono brutti solo da adulti.
Gli scozzesi vecchi virano sul grottesco. da piccoli invece sembrano curiosamente usciti da un documentario sull'infanzia abbandonata.

- ah, ecco!, direte voi. ecco un'altra vittima malata di etnocentrismo! ecco un'altra mente ottusa incapace di capire che il concetto di bellezza e' un prodotto storico, incapace di cogliere che tutta la conoscenza e' un prodotto culturale, incapace di scrivere l'essay per l'esame di antropologia sociale da cui questa frase !
etc etc.

rispondero' a questa obiezione con un simpatico aneddoto che non c'entra un cazzo.

proseguiro' poi con alcune considerazioni filosofiche di dubbia utilita', fino a sconfinare in alcune conclusioni del piu' bieco, ignobile, grezzo, gratuito razzismo. tutto questo al fine di raggiungere una conclusione a dir poco insignificante.

Ieri pomeriggio, ero in un pseudoristorante tipico a ruminare haggis con la mia amica californiana e il compagnuccio di appartamento.

Mentre tentavo faticosamente di mandar giu' ventriglia di pecora tritate, strane cose accaddero.

Per esempio, una parte di me (che chiameremo A) cercava disperatamente di concentrarsi sul fatto che no, quello che stavo mangiando NON era una gigantesca polpetta di cacca calda, pastosa e appena sfornata, e quella che c'era intorno NON era una zuppa di vomito verdastro, anche se tutto lo dava ad intendere.

Nel frattempo una seconda parte, che chiameremo B, era invece impegnata togliersi dalla testa il ritornello luttazziano sui ristoranti cinesi ("questa roba dovrebbe uscire dal mio corpo, non entrarci").*

La terza parte, (C) era quella incaricata di sorridere in modo stupido.

Una quarta parte, pero', che chiameremo CICCIO, si interrogava su molteplici questioni.

CICCIO, infatti, riproiettava un personale cineforum di tutte le puntate vecchie di Quark in cui gente strana mangia roba strana (vermi, insetti, pringles cipolla e panna acida etc), raggiungendo la conclusione per nulla originale che, ok, il tipo di alimentazione e' in gran parte un prodotto culturale.


La domanda e' la seguente: fino a che punto e' possibile la fuga dal condizionamento?
Fino a che punto il mio background e' arrivato a informare non solo le mie categorie mentali (e vabe', finche e "pseudo"cosciente) , ma soprattutto a frugare nelle mie budella e tirarne fuori il disgusto all'idea di mangiarmi un centopiedi fritto, mentre mi faccio di pescepatatine senza ritegno ne' onore? (e credetemi, il centopiedi fritto sarebbe di gran lunga la scelta piu' razionale)
Fino a che punto gli antropologi possono fare i fighi un sacco relativisti e omnicomprensivi? Esistono barriere crossculturali (crossculturali?!eeeek!) che non possono essere attraversate? ovvero: fino a che punto possiamo "capire" (capire a livello di sentimento e di sensazione, che e' piu' importante, e milioni di volte piu' difficile)?
Sarebbe interessante indagare. Peccato che stasera devo uscire coi miei amici a picchiare i negri.

....

Il fondo dell'animo umano e' un posto limaccioso e puzzolente, si sa.
La cosa che trovo davvero insopportabile, pero', e' agghindarlo di arbre magique e far finta che profumi di Brezza Marina, Mango e The Verde o qualche altro stucchevole profumo finto da ammorbidente.
Avallare il razzismo come una normale, fisiologica tendenza dell'animo umano e' un pericoloso passo falso, e ok.
Fare finta (non che siamo tutti uguali ma) che ci percepiamo tutti uguali, che il diverso non ci fa paura (per metterla in termini da volantino ministeriale per le scuole medie) etc etc etc, ma soprattutto fare finta che in noi non esistano grette, moralmente abiette, disgustose reazioni in relazione al diverso da noi e' bieca, schifosa ipocrisia ciellina.

per non sembrare razzista, diro' che i cinesi mi stanno un po' sul culo. mentre cercavo casa, mi sono beccata questa scena tremenda col cinese che mi faceva vedere la sua stanza, io seduta sulla poltrona a bere del fetido the, conversazione standard, e a un certo punto lui quasi si mette a piangere e tremare perche' gli manca la cina. il che e' veramente patetico nel senso omnicomprensivo del termine, ma la cosa piu terrificante era vedere quello speciale sguardo umido che hanno i cinesi quando cercano di dominare le proprie emozioni. una cosa insieme struggente e ributtante.
siceramente, profondamente struggente e sinceramente, profondamente ributtante.
non sapevo se avevo piu' voglia di consolarlo, o di picchiarlo a sangue. non so perche', ma era cosi'.
ah!, martina, sei proprio un mostro. "mmmmuh? ma almeno non sono cinese", risponde il mostro.

a questo punto le alternative sono due.
- indignarsi per i cinesi e poi correre fuori a picchiare i negri
- cercare di capire cosa sta succedendo, correre il rischio di vergognarsi, vergognarsi, decidere di fare qualcosa, o di non fare niente (solitamente, si esce fuori e si picchia qualcun altro).

(ora mi chiedo come cazzo e' che quando alle medie mi facevano fare i soliti temi di merda sul razzismo non mi veniva mai in mente niente e ora ho la logorrea, ziocantante.)

..il tutto per dire che gli scozzesi non sono fighi per un cazzo, che l'haggis fa schifo e che io sono peggio della madre leopardata della mia amica (vedi post precedente).

* certi comici sono modulari.
e' un po' di tempo che medito su un generatore automatico di battute di woody allen.
poi smetto di meditare perche' mi accorgo che woody allen e' un generatore di battute di woody allen, e che il problema attualmente non e' piu' come ricrearlo, ma come spegnerlo.
e allora torno con rinnovato interesse ad attivita' moralmente piu' edificanti - principalmente estrarre termiti dalle cavita' degli alberi (e non solo! non avete idea di quante cose interessanti si possano trovare all'interno di un albero cavo).




















postato da martinka | 20:02 | commenti (15)

domenica, novembre 09, 2003

Ecco.
Io lo sapevo.
Lo sapevo che un giorno o l'altro l'avrebbe trovato, e sarebbe stata la fine.
Massimo ha trovato il suo giocattolo preferito, che esisteva ancora prima che lui ne sospettasse anche solo l'esistenza.
Come i grandi amori, come i nemici mortali, era li', ad aspettarlo.
E alla fine e' successo.
Massimo ha trovato il blog, e viceversa.
Ed e' anche colpa mia.


Ora il suo sogno si e' realizzato: tanta gente nuova ogni giorno con cui litigare gratis e in modo malmostoso su argomenti sempre diversi, preferibilmente futili, con biliosa acrimonia kamikaze, potenzialmente a qualsiasi ora del giorno.

E soprattutto, un sacco di gente disposta a seguirlo nei suoi Celebrity Death Match.


(Oltre ad avere una rete tesa 24h/24 pronta ad acchiappare sbarbine fellatrici - nel caso ronzino da quelle parti.)


Dio, perdonami.


Perdonami perche' ho creato un mostro.

NB :

posso dirlo,ho beccato la figa con la poesia più d'una volta. mai ho beccato la figa a programmare.

Bwahahahhahhahah!!!

Che patetiche menzogne. Signori della giuria, se solo sapeste. Se solo sapeste, capireste che quest'uomo mente.












postato da martinka | 22:31 | commenti (7)

martedì, novembre 04, 2003

Stasera, cena coi flatmates della compagnuccia della parrocchietta from Italy.

I flatmates dell'amichetta italiana e' gente simpatica, ma hanno il guaio di essere questi ragazzoni tontacchioni coi calzini  bianchi  puzzolenti e le scarpe da tennis giganti.

Il che non rappresenta un problema per me, anzi, ad essere sinceri non ce ne frega proprio una cippa di minchia, ma per LA MAMMA DELLA COMPAGNUCCIA si.

ahah! perche' l'incognita della serata era proprio la seguente.

la mamma della compagnuccia italiana e' questa strana signora dagli occhi bistrati di leopardo vestita. se dovessi mettere su una sitcom sulle mamme italiane, ci sbatterei dentro un personaggio cosi'.

pero', con una pistola infilata nella pancera color carne e l'occhio di vetro.

la mamma della compagnuccia italiana la ammiro perche' e' senza pudore.

la mamma della compagnuccia italiana ha passato tutto il tempo della cena parlando male degli inglesi puzzoni e dando evidenti segnali che non glie ne fregava un cazzo della conversazione. l'unica volta che mi ha chiesto ragguagli su cosa si stava dicendo (perche' naturalmente, la mamma italiana non parla una parola di inglese), una volta fornitale la traduzione, ha risposto candidamente che non si stava perdendo proprio niente.

cosi'. senza pudore.

tipica matrona italiana, si e' dilungata in lunghi panegirici sulla bellezza delle tovaglie italiane e sulla costumanza e la pulizia delle magioni italiane. Manco a dirlo, e' anche saltata fuori la questione dei bidet, e li' mi sono un po' vergognata.

Il tutto con il tipico tono di chi dice "no, non e' che sono razzista. e' solo che i negri mi fanno schifo".

Parlando delle leggi contro il fumo nei locali pubblici (che qui sono molto piu' labili, specialmente nei pub), ha laconicamente commentato con un "si vede che qui moriranno prima". Il tutto naturalmente seguito da un lungo, siderale silenzio.

Amabilmente reazionaria, feticisticamente adesa al fornello e risolutamente incrostata all'idioma italico, la mamma italiana si rifiuta di parlare mezza parola che non rientri nelle sonorita' del belpaese. perche' la mamma italiana e' molto di piu' di una genitrice: e' un'istituzione.

La mamma italiana ha unghie grosse e gialle, laccate di rosso, scheggiate ai bordi.

Comunque, qualcuno mi deve spiegare perche' la roba cucinata dalle mamme italiche ha sempre questa tonalita' rosso fluorescente.

Sapghetti col sugo rosso fluorescente.

Spezzatino col sugo: rosso fluorescente.

Panino con nutella? Rosso fluorescente.

Davvero, non lo so perche'.

E poi, come ciliegina sulla torta, come firma, ci trovi sempre un capello dentro.

Uno, o piu'. Di solito e' biondo ossigenato con la radice nera. Non importa se la mamma italica in questione ha i capelli rossi, castani, o non ha capelli.

Nella pasta al forno o nelle melanzane alla parmigiana ci troverai sempre un capello: biondo ossigenato, con la radice nera e di media lunghezza.

Solitamente in un piccolo laghetto di grasso, o irrimediabilmente incrostato nella pasta del tortino di verdure.

E' una legge di natura, dio solo sa perche'.

Il mondo a volte e' un posto misterioso.

postato da martinka | 00:07 | commenti (3)

lunedì, novembre 03, 2003

La verita' e' che qui succede veramente poco.
Oggi sono andata dall'indiana coi baffi a fare le fotocopie di antropologia.
Sull'indirizzo dell'universita' mi mitragliano di email per dirmi che devo andare ai tutorial e che sono tutti preoccupati.
E nel frattempo qua fa buio sempre prima.
Ho passato il sabato sera col mio amico che fa panini a guardare killbill e a discutere sul perche' gli inglesi di merda non hanno il bidet, e sulle possibili implicazioni sociali che questo comporta.
un'intera nazione a cui puzza il culo! e' pazzesco. soprattutto perche' questo non gli impedisce di scopare come dannati. non capisco. anche reperire il sapone da passera in questa terra di selvaggi e' impresa ardua, e non solo, ti guardano strano!
ah! la civile inghilterra.
per il resto, pensavo in uno dei miei momenti contemplativo-tristanzuoli che di recente mi capitano sempre piu' spesso, il sabato sera post halloween mi ha lasciato questa strana sensazione di neve sporca e carta bagnata. mi sono vigliaccamente consolata col fiscencips, ma so che alla lunga non potra' funzionare.
ora devo cercare gli altri libri di antropologia, scrivere un cv per trovare qualche sporco lavoro, inventarmi una scusa plausibile per la latitanza universitaria e poi studiare.
I flatmates irlandesi si stupiscono perche' non cucino caciucchi tutto il tempo e non faccio numeri strani con le pizze, per tacer del mandolino. in effetti sto diventando schiava della fetida alimentazione inglese.(a dire il vero mangio schifezze da sempre, ma almeno adesso posso dare la colpa a qualcuno).










postato da martinka | 16:19 | commenti (2)

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